record delle mamme

Carissime amiche stralunate,

seriamente, anche voi siete un po’ stralunate da quando siete mamme, vero? Ditemi di sì. Datemi una buona scusa per aver perso definitivamente il lume della ragione, da quando sono mamma.

Il guadagno emotivo infinito che mi hanno regalato i miei cari Omìni vale ben la perdita di qualche pezzetto per strada, giusto? Insomma, stavo riflettendo sui record che sono riuscita a conquistare grazie alla mammitudine.

Vediamo se somigliano ai vostri?

1 Massimo quantitativo – registrato nell’ultimo secolo – di metri cubi di lacrime

I miei cari Omini hanno 14 mesi di differenza. Va da sé che ho trascorso qualche mese (anno?) di totale follia. Cercavo di incastrare un nuovo piccolo personaggio nella saga familiare quando il precedente ancora non era stato sistemato a dovere.

La sera, al posto di instaurare una routine della nanna, avevo innalzato il mio personale muro del pianto. Ogni sera Bibi piangeva perché era stanco. Prendevo Bibi e Bibi smetteva.

Allora Becky piangeva perché prendevo Bibi. Se prendevo Becky ricominciava Bibi. Così alla fine piangevo anch’io.

I metri cubi d’acqua pro capite hanno raggiunto altezze pluviometriche tali, da trasformare la zona notte in una sorta di foresta equatoriale soggetta a piogge cicloniche extratropicali.

2 Minima frequentazione storica della mia parrucchiera

Va da sé che, impegnata com’ero nella gestione meteorologica della famiglia, non avevo molto tempo libero per andare dalla parrucchiera.

In due anni – DUE ANNI ndr – ci sono andata una volta. Roba che dovrebbe essere vietato dalla legge in un paese sviluppato. Roba che i sindacati dovrebbero impedirlo, come insindacabile aberrazione.

E dalla parrucchiera era anche facile riconoscermi, eh? Ero quella che, col casco bollente sui colpi di sole, leggeva riviste di gossip con l’espressione tra il vagamente sorpreso e il totalmente scioccato, parlando ad alta voce tra sé e sé.

– Noooo? La Pausini aspetta un bebè???

– Ma daiiii? Belen e la Canalis vanno a Sanremo? Cioè, ma cantano?

– Ma lo sapevate voi che hanno inviato una sonda su Marteeeee???

– Oddio, l’Omino sarà riuscito a fare la cacca?

3 Peggiore hairdo of the year

Non frequentando la parrucchiera, ho dovuto optare per il fai da me. Va detto che non sono una grande esperta di beauty e capelli.

Vogliamo parlare di quella volta che mi sono tagliata i capelli da sola e sembravo un incrocio tra un ananas e un gambo di sedano?

O di quella volta che al supermercato ho afferrato una tinta a caso tra le urla degli amabili Omìni e mi sono ritrovata con la chioma nero pece? Non stava molto bene con le mie sopracciglia color rame.

Sembravo un mix tra Uma Thurman in Pulp Fiction e Morticia Addams, soprattutto per il viso in nuance topo-con-la-gastroenterite, in netto contrasto col capello corvino.

4 Peggiore outfit of the year

Sì, modestamente ho primeggiato anche qui. Ci sono quei momenti, sapete?

Quei momenti in cui biascichi parole senza senso o balbetti lallazioni tali che sembri il tuo neonato. Quei momenti in cui sei così stanca, così appannata, così drogata di stanchezza che non sai neppure cosa c’è nel tuo armadio. E se non scambi una manica per la gamba dei tuoi leggings è già un miracolo.

Ci sono quei giorni lì. Quando afferri tessuti a casaccio e te li drappeggi addosso e quel che viene viene.

Ma poi dai, fa molto star di Hollywood o no?

(Mentre leggi, se stai sorridendo, me lo metti un like sulla pagina Facebook? Ne sarei strafelice, grazie!!!)

5 Soglia minima (non) consentita di ore (minuti?) di sonno

Eh, sì. Questo record va dibattuto parecchio, eh? Quante di voi avranno fatto anche meglio di me?

Il mio minimo storico è stato in quelle tre notti insonni. Le notti in cui Bibi ha avuto la sesta malattia.

Io ci provavo a mettermi giù un attimo, quando lui, tachipirinato, chiudeva gli occhietti stanchi. Ma quando io chiudevo i miei, per qualche perverso meccanismo di causa-effetto, lui riapriva i suoi.

Ci ho provato a dormire. Poi mi sono ricordata di quello specchio wengè che avevo nella casa precedente. Dovevo pur adattarlo a quella nuova.

Così ho rinunciato a dormire. Un po’ cullavo e consolavo Bibi, un po’ dipingevo lo specchio. In tre notti ho svolto un lavoro molto soddisfacente su quello specchio, come vi racconto in un altro post.

6 Record mondiale – non registrato – nei 100 metri piani

Avete presente quei primi momenti al parco giochi? Quelli in cui siete neomamme e il vostro bimbo è un neobimbo?

Ecco, lì è difficile all’inizio stare serene. Ci sono quelle immense altalene a dondolo. Quegli scivoli da watussi. Quelle sbarre minacciose a cui appendersi.

Poi c’è il momento in cui, con titubanza, vuoi fare la madre navigata e non stressante, e ti sforzi di piazzare il sedere su una panchina. E di guardare SERENAMENTE il tuo pargolo giocare poco distante.

Ma se lo vedi cadere? E se quel brutto bulletto lo guarda storto e lui è in difficoltà, e urge quello scatto felino per salvarlo? Altro che Bolt nei 200 metri piani, per favore! Ma chi è ‘sto Bolt in confronto a me?

7 Occhiaie più profonde della mia vita

Sì, c’è stata quella volta a Riccione che ballavi I’m blue daddaddeedaddada e facevi l’alba tutte le notti.

C’è stata quella volta che non andavi a dormire neppure all’alba, perché ti fermavi ancora a mangiare la piadina con la Nutella.

E quella volta che non dormivi neppure dopo la piadina, perché le vacanze erano finite e correvi a preparare i bagagli prima che te li lanciassero fuori dall’hotel.

Ma nessuna di quelle ridicole occhiaie superficiali poteva prepararti a quelle che sarebbero arrivate DOPO. Neanche i crateri sommitali dell’Etna che avevi visto da piccola, né i tre coni vulcanici del Kilimangiaro, né i crateri lunari in quel documentario sulla NASA.

E tu sei laggiù in fondo. Nascosta da quegli strati sovrapposti di caverne e cavità sotterranee.

8 Suprema forma di distrazione cosmica

Quando non ero mamma ero già distratta, eh? Pensavo di essere molto distratta.

Poi sono diventata mamma. Quando, nella stessa giornata, ho dimenticato di comprare il pane che mia mamma mi aveva chiesto, ho dimenticato di abbassare il riscaldamento prima di andare a dormire, ho dimenticato la merenda di Becky e il grembiulino di Bibi, ho avviato una lavatrice e la sera ho ringraziato mio marito perché credevo l’avesse fatta lui, ho trovato il telecomando in frigo e un piatto sporco nel cesto dei vestiti, ecco: qui ho capito cosa volesse dire essere distratta.

9 Sommo deterioramento della rete neuronale

Alcuni studi confermano che in gravidanza l’ippocampo – la zona del cervello responsabile della memoria – si riduce del 4%. Nelle 24 ore successive al parto il cervello recupererebbe poi la propria dimensione e la propria capacità. Ma, in caso di allattamento, le donne ritarderebbero tale recupero.

Ecco, la mia domanda è: siamo proprio sicure che in seguito tutto torni come prima?

Mah.

A me pareva di svolgere dei compiti intellettualmente piuttosto rilevanti, prima. Mi pareva di esercitare un certo sagace savoir-faire, sulla mia vita.

Ora, mah. Qualche neurone mi pare si stia ripigliando, poco a poco. Ma in generale devo dire che la mia rete neuronale sembra un po’ un’usurata rete da pesca. Puzza un po’ di marcio, i nodi sono allentati, le maglie un po’ troppo larghe. I neuroni sono lì svaccati su una spiaggia di sinapsi accaldate.

Mah.

10

C’è anche un punto dieci, sì. Mh. Sono sicura che c’è. Veramente. Ma ora proprio

NON ME LO RICORDO.

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