rabbia genitori

Tempo fa abbiamo parlato della rabbia dei nostri bambini. I bimbi sono persone piccole, alle prese con emozioni molto grandi. Ed è nostro compito insegnare loro a gestirle.

Ma cosa succede quando, a entrare in gioco, è la rabbia di noi genitori? Perché sì, anche noi genitori ci arrabbiamo. La rabbia, per un genitore, è una problematica comune come il cambio di pannolino. O forse no? Scagli la prima pietra chi è senza peccato.

Non possiamo eliminare questo sentimento. Ma possiamo e dobbiamo imparare a gestirlo nel miglior modo possibile. Solo così potremo insegnarlo anche ai nostri eredi.

Ed ecco che tornano in mio aiuto i libri della mia guru del parenting, Elizabeth Pantley. Ho già parlato delle basi del suo pensiero e vi ho raccontato parte del suo metodo per educare i nostri teneri virgulti senza farli piangere.

Vediamo ora con lei quali sono le cause principali della rabbia dei genitori. Perché solo comprendendone le cause, avremo modo di ottenere il controllo di questa seccante emozione.


LE CAUSE PRINCIPALI DELLA NOSTRA RABBIA

1 Essere genitori è un duro lavoro

Essere genitori è il lavoro più difficile del mondo. Inoltre è un mestiere continuativo e senza vacanze. A rendere il tutto ancora più complicato, purtroppo non è la nostra unica incombenza. Ci sono il nostro lavoro, la nostra casa a cui badare, la spesa da fare e il menu da organizzare. Tutti questi obblighi ininterrotti portano a un grande accumulo di stress.

2 Mancanza di istruzioni

Quando nasce un bimbo, non arriva – ahimè – dotato di un appropriato libretto di istruzioni. Ci troviamo ad affrontare responsabilità enormi, senza una reale preparazione. E ci sentiamo inadeguati.

3 Mancanza di aiuti

Una volta le famiglie erano più numerose e i parenti vivevano più vicini tra loro. Fratelli e sorelle, zii, nonni, tutti erano pronti a darsi una mano reciproca. Oggi siamo sempre più soli, i nonni spesso lavorano e capita anche che sia un solo genitore a portare tutto il fardello sulle spalle.

4 Frustrazione e confusione

Perennemente sotto pressione, non facciamo che fare piani per organizzare tutto. Ma la maggior parte delle volte, nulla va secondo i piani. Oppure i piani funzionano per un po’, ma sono talmente serrati che basta una giornata storta per mandare a rotoli un’intera settimana.

5 Aspettative non realistiche

Passiamo la gravidanza a sognare il nostro bebè e la nostra vita da genitori. Sogniamo la nostra famiglia felice e ci immaginiamo in un Mulino Bianco vintage, con i flauti che cuociono nel forno e i sorrisi della nostra famiglia intorno al tavolo imbandito.

Siamo stati noi stessi bambini, un tempo. Abbiamo visto ovunque bambini, molti dei quali capricciosi e urlanti, ma siamo certi che per noi tutto sarà DIVERSO. I nostri bambini non faranno i capricci. I nostri bambini si comporteranno bene.

Abbiamo criticato molti genitori, prima di diventarlo, certi che noi saremmo stati DIVERSI. Ma poi, inevitabilmente, ci scontriamo con la realtà.

Tutte queste aspettative rispetto a una realtà imprevedibile creano pesanti frustrazioni.

6 Emozioni in maschera

Accade spesso che la rabbia nasconda in realtà altre emozioni. Preoccupazioni, paure, imbarazzo. Il nostro bambino sparisce al supermercato e ci spaventiamo. Il nostro bambino fa scenate in pubblico e ci imbarazziamo. Tutto questo può condurre a episodi di rabbia.

7 Mancanza di abilità nel controllo della rabbia

Gli unici a frequentare dei corsi sulla gestione della rabbia sono individui già in terapia o con grossi problemi di collera. Ed è un peccato, perché noi tutti dovremmo poter studiare certi utili meccanismi di controllo.

8 Dolore, stanchezza, negazione di se stessi

Siamo genitori SEMPRE. Anche quando abbiamo mal di testa, anche quando siamo stanchi morti. Spesso dobbiamo dedicarci ai nostri figli e alla nostra famiglia, quando invece vorremmo infilarci sotto le coperte davanti alla TV e riposare.

Spesso non abbiamo il tempo per mangiare bene, fare esercizio fisico, dormire abbastanza.

Queste continue carenze possono facilmente esplodere in momenti negativi.

9 Caos e disorganizzazione

Tutti noi desideriamo armadi in ordine, programmi giornalieri precisi, case pulite. E spesso invece il caos ci circonda.

10 I bambini sono bambini

I bambini sono infantili, guarda un po’. Sono narcisisti e concentrati su loro stessi. E, come se non bastasse, sono individui separati da noi e difficili da controllare, perché sono persone e non hanno bottoni On-Off da premere a nostro piacimento. A volte sarebbe proprio una figata, eh???

A peggiorare le nostre ovvie difficoltà, ci sono inoltre falsi miti che ci perseguitano.


LE FALSE CREDENZE DI NOI GENITORI

1 Talvolta pensiamo che i nostri topini non dovrebbero MAI comportarsi male. E quando succede noi ci arrabbiamo, perché ci sentiamo in difetto.

2 Una volta non avremmo mai creduto di dover ripetere la stessa cosa così tante volte, durante il processo educativo.

Ma scopriamo, pian pianino, che i bambini:

– hanno troppe cose nuove da imparare;

– potrebbero voler rompere una regola che non trovano giusta;

– vorranno testare ogni tanto se quella regola è ancora valida.

E ci sembra davvero così strano? Noi grandi rispettiamo sempre le regole? Ad esempio, onoriamo sempre i limiti di velocità in macchina, senza mai essere di fretta, senza mai trovare ingiusto un certo limite secondo noi troppo basso, senza mai mettere in dubbio la legge?

3 Spesso crediamo che i bambini si comportino male per farci dispetto. Ma di certo non amano le lavate di capo e i castighi, quindi in realtà ci guardano storto solo perché noi siamo l’ostacolo tra quello che SI DEVE fare e quello che loro VOGLIONO fare.

4 Crediamo che i bambini ci ascoltino solo se ci arrabbiamo. Ma il fatto è, di solito, che siamo noi a non essere chiari e cristallini, finché non ci arrabbiamo!

5 Temiamo che un’esplosione di collera crei dei grossi problemi nella relazione con i nostri figli. Be’, è ovvio che, in caso di frequenti e gravi episodi, questo può capitare eccome. Ma molti dei nostri momenti passeggeri di antipatico nervoso sono solitamente molto semplici da aggiustare con un abbraccio e il ritorno alla normalità.


UN PIANO PER GESTIRE LA NOSTRA RABBIA

Una volta assodato che la rabbia non porta a nulla di buono e che i nostri bambini non potranno imparare molto da un genitore imbufalito, armiamoci di pazienza e guardiamo in faccia questa signora fastidiosa che ci fa visita.

La signora Rabbia è sempre preceduta da segnali molto chiari. Mascella serrata, stomaco chiuso, voglia di urlare: studiamo i nostri personali segnali. Studiamo il nemico da vicino. Cerchiamo di scoprire che cosa facilmente innesca la nostra collera. I bambini che bisticciano in macchina, le lamentele, i momenti in cui ci ignorano bellamente o ci rispondono a tono.

E, prima di ogni altra cosa, impariamo a evitare l’insorgere dell’ira anticipando i problemi. Ad esempio, noi diventiamo matti ogni volta che i bambini salgono in macchina e, regolarmente, si mettono a bisticciare? Studiamoci un piano di regole da osservare in auto. Predisponiamo giochini, snack, cose interessanti per trascorrere il tempo in macchina. Premi per chi si comporterà bene nel tragitto da casa a scuola.

E poi impariamo da chi conosce quella brutta bestiaccia e sa con quali trucchi si può controllare. Ecco qui i sei punti di Elizabeth Pantley per imparare, con santa pazienza e ripetuto impegno, a gestire la rabbia.

1 FERMIAMOCI

Appena realizziamo che ci stiamo innervosendo, sospendiamo le attività. Tanto non saremo in grado, da incazzati neri, di insegnare un bel niente ai nostri topastri in subbuglio. In quel momento, vedrebbero solo genitori incarogniti.

Studiamoci un segnale, per noi e per i monelli, che vuol dire “Basta. Stop. Mi sto arrabbiando troppo e mi devo fermare un attimo.” E diciamolo anche, ai piccoli selvaggi. “Mamma sta diventando troppo arrabbiata e si deve calmare un attimo.”

Magari loro continueranno a comportarsi male, eh? Il segnale, ricordiamocelo bene, non è per loro. È per NOI. Noi ci dobbiamo fermare un momento.

2 FACCIAMOCI SPAZIO

Restare con i piccoli sguaiati non ci aiuterà a calmarci. Usciamo dalla stanza, se possibile, dopo aver messo in sicurezza i Pinòli molesti. O mettiamoci le cuffie alle orecchie e ascoltiamo la nostra canzone, se non possiamo allontanarci. Creiamoci insomma un nostro spazio, fisico o virtuale, per sbollire. E stiamo zitti, soli con noi stessi per qualche istante.

3 RESPIRIAMO

Chiudiamo gli occhi, o guardiamo il nostro bel giardino o qualcosa che ci calmi. E respiriamo profondamente, per riempire il nostro corpo di ossigeno e contrastare l’adrenalina.

4 ANALIZZIAMO

Ok, se abbiamo respirato e ci siamo rilassati, possiamo tentare ora di riconsiderare l’accaduto razionalmente. Cos’è successo realmente? Cosa ci ha fatto arrabbiare in questo modo?

5 CERCHIAMO LE RADICI DEL PROBLEMA

Facilmente, la nostra reazione sarà anche stata eccessiva, ma probabilmente i bimbi ne avranno effettivamente combinata qualcuna. Magari hanno giocato in modo inappropriato e causato guai. O ci hanno risposto male. O hanno fatto una scenata in pubblico.

Ma potremmo anche avere una sorpresa. Potremmo scoprire che il problema reale non erano i nostri gnomi. Ma noi.

Magari i piccoli abitanti della nostra casa stavano solo schiamazzando allegramente, senza fare nulla di male, ma in quel momento noi ci siamo arrabbiati. Forse per stanchezza o perché i loro schiamazzi ci stavano impedendo di fare qualcosa.

Se ci accorgiamo che abbiamo esagerato, amen, siamo umani. Cogliamo però una buona occasione per insegnare ai nostri bimbi che tutti sbagliano e che è importante ammettere i propri sbagli. E SCUSIAMOCI con loro.

6 RISOLVIAMO

Ora studiamo come risolvere il problema. Senza fretta, tanto il problema non scappa. Potremmo volerci confrontare con un altro adulto o ripassare i nostri libri preferiti sulla genitorialità.

Diamoci il tempo di riflettere. Se gli schiamazzi continuano altri cinque minuti, ma allora saremo pronti a risolvere con calma la faccenda, sarà molto meglio di una qualsiasi reazione istintiva cinque minuti prima.


E ricordiamoci una cosa importante. Banalissima, ma davvero importante. Il cambiamento richiede tempo e pazienza. Non basterà leggere queste regole per praticarle il giorno dopo.

Leggiamole. Rileggiamole. Studiamole. Pratichiamole.

E se anche avremo ridotto della metà gli episodi di rabbia, avremo già fatto un buon lavoro.

4 comments on “La rabbia dei genitori: impariamo a controllarla”

  1. Eh… cosa vuoi che debba imparare io, madre di 3 figli? Invece ieri sera mi sono aperta il tab con questo tuo articolo, e stamattina me lo sono letta con estrema attenzione. Quando parli di rabbia (mi era già successo l’altra volta), non so perché ma mi viene un nodo in gola, una specie di emozione nostalgica. Credo derivi dal fatto che parlare apertamente di rabbia è come parlare di sesso. E’ un tabù. Va bene farlo, ironizzare, ma parlarne seriamente è difficile. Sono cresciuta sentendomi inadeguata per questa emozione troppo ricorrente. Ecco quella specie di nostalgia che sento: il diritto che dobbiamo darci. L’hai espresso benissimo in vari punti: ci sono cause, ragioni, contesti. Io credo che la prima cosa da fare sia non temerla, darcene il diritto. La rabbia non puoi rifiutarla: però puoi gestirla, ossia gestire i suoi effetti (per es. sono incazzata nera ma trattengo il mio bisogno di esprimerla in un castigo impulsivo). Lavorando su sé stessi si può anche modificare il sentimento di rabbia stesso, per es. riconoscendo le difficoltà che stanno dietro, riducendo i motivi di stress… Tutte cose che hai descritto molto bene. Se ti posso dare un consiglio da lettrice… avrei spezzato il post in due parti, perché già la prima (Cause e false credenze) dà molto su cui riflettere. Grazie Silvia!

    • Ciao Maddalena!
      Scusa i tempi biblici di risposta. Grazie mille per il tuo commento, sono proprio d’accordo con te. Parlare di rabbia, soprattutto della rabbia che può provare un genitore verso un figlio, è un tabù. Eppure ci tenevo molto a scrivere questo articolo, perché può capitare, soprattutto quando si è molto stanchi e senza aiuti, di riversare la propria rabbia sul proprio bimbo. E ovviamente sono processi pericolosi, a cui bisogna fare molta attenzione. La rabbia esiste ed è umana. Non possiamo né dobbiamo tentare di soffocarla, ma è imperativo imparare, noi per primi, a gestirla.
      Grazie di cuore del tuo commento!

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