punto

Care amiche sognatrici,

io amo il punto.

Il punto decide, fa voltare pagina, non lascia in sospeso nulla. Il punto chiude un periodo. Ciò che inizia dopo è un nuovo pensiero, un cambiamento. Questo è il significato sintattico del punto. Uno che non deve chiedere mai.

Nella recitazione, il punto ha un valore di fine e prevede una chiusura, che si manifesta con l’abbassamento di un tono di voce sull’ultima sillaba.

Ma pensate anche al preciso senso del ritmo che si può ottenere nella scrittura con l’uso del punto.

Frasi lunghe, con molte virgole, punti e virgola, e pochi punti? Ritmo lento, noioso, sonnacchioso, rilassato. Sa di afa, calma piatta, assolate descrizioni di paesaggi riarsi. L’avete letto Il  Gattopardo, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa? Ecco, intendo esattamente quello.

Frasi brevi, sempre più brevi, con punti che aumentano di numero? Ritmo incalzante, ansia, angoscia. Suspense che attende un climax. Thriller. Horror. Hitchcock.

Il mio amato punto può prendere tante decisioni diverse. È il re, lui, e ha sempre l’ultima parola.

Può fare sul serio ed essere un PUNTO A CAPO. Il periodo si conclude, l’argomento cambia e si va a capo con una nuova proposizione, l’inizio di un nuovo discorso.

Può anche essere un più sobrio PUNTO FERMO, quando la frase che segue è collegata in qualche modo con la precedente e non occorre andare a capo. Il discorso continua, anche se necessita di una pausa più forte.

Può infine rivelarsi un semplice punto di servizio, come lo chiamo io, o meglio, come si dice correttamente, un PUNTO DI ABBREVIAZIONE. È utilizzato cioè alla fine di un’abbreviazione, ad esempio “ecc.” Se la frase termina con un’abbreviazione, è considerato nel contempo il punto di chiusura della frase. Quindi non si scrive che i nostri bimbi fanno

ghé ghé, pipì, pupù ECC..

con addirittura due punti, eh? Due re sullo stesso trono fanno a cazzotti. Ma che i bimbi fanno

ghé ghé, pipì, pupù ECC.

con un punto solo. Un solo sovrano.

Io lo amo, il punto. Regala ritmo, respiri diversi, cambiamenti infinitesimali o epocali. Con un piccolo, piccolissimo, microscopico segnetto sulla carta.

O sulla pagina di word.

PUNTO.

 

 

2 comments on “Punto. Il re”

  1. Ciao! Hai fatto bene a passare dal mio blog…così ti ho scoperta:
    Piacere di conoscerti. Mi piace il tuo blog e trovo meraviglioso questo post sul Punto. Non avevo mai pensato a lui in questo termini:))))
    Metto subito mi piace anche sui tuoi Social.
    Kevitafarelamamma è gestito da me, Ketty e Francy e se ti va di entrare un po’ nel nostro mando, sappi che amiamo tanto leggere (per questo recensiamo molti libri) e giocare con i nostri bambini. Il blog è la nostra valvola di sfogo e, se anche non abbiamo moltissimo tempo, lo curiamo con passione e non potremmo più farne a meno. Inoltre grazie al blog abbiamo fatto tante bellissime amicizie che da virtuali si sono trasformate in reali.
    Ti aspettiamo
    Baci
    Vivy

    • Ciao Vivy,
      grazie di essere passata! Ehm, sì, questi post sulla punteggiatura sono un po’ strani, ma io sono una redattrice e la punteggiatura mi tocca sul vivo!!!
      Il vostro blog è molto curato e ben fatto, mi ci vorrà un po’ per capire certi meccanismi. Sto uscendo un po’ matta per le faccende tecniche, ma sto scoprendo un mondo davvero affascinante.
      Ti ringrazio di cuore per il tuo incoraggiamento e tornerò a trovarvi.
      A presto!!!
      Silvia

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