smalti 2

Care mamme sognatrici,

oggi vi voglio parlare di un problema che mi riguarda da sempre e da vicino. L’onicofagia. Se non sapete cosa significa, buon per voi, perché vuol dire che non è un vostro problema. Io so bene cos’è, perché sono una mangiatrice di unghie. Seriale.

– CIAO A TUTTI, SONO SILVIA. E SONO UNA DIVORATRICE DI UNGHIE.

Ecco. Mi sono appena levata le mani di bocca per metterle sulla tastiera. Ora, per carità, ci sono problemi ben peggiori e non sarà poi questa tragedia, ma per noi donne non è bello andare in giro con le mani perennemente mangiucchiate. Cioè, faccio la figa a vestirmi bene e truccarmi e poi nascondo le mani per non mostrare lo sfacelo. Ma ora tentiamo di analizzare il nostro problema alla radice. Alla cuticola, oserei dire.

Nota: Ora inizia una noiosa pappardella psicosvalvolata per analizzare il problema, quindi puoi saltare tutto e andare direttamente al fondo, dove troverai i metodi per non mangiare più le unghie. Se qualcuno mi spiega come diamine si inserisce un link interno al post per mandarvici direttamente, magari sarò in grado di ampliare i miei orizzonti informatici.


QUATTRO SALTI NEL CERVELLO

Innanzitutto, per chi ama schemi e classifiche, sappiate che ci sono a quanto pare QUATTRO CATEGORIE di consumatori di unghie:

1) quelli che le mangiucchiano per controllare l’ansia;

2) quelli che tentano di corrodere, insieme a unghie e cuticole, la propria aggressività;

3) quelli che lo fanno in modo compulsivo;

4) quelli infine che esprimono, attaccando unghie innocenti, un bisogno di attenzione. Caso classico: il bimbo che riceve in dono un bel fratellino confezionato in lana, fiocchetti e bodini.

GLI EFFETTI COLLATERALI

Sgranocchiare e ingerire unghie ha dei fastidiosi effetti collaterali. I più accaniti onicofagi arrivano a distruggere l’unghia con conseguenze infettive e PUS. Il vizio provocherebbe inoltre gravi disturbi della masticazione. Nei soggetti particolarmente longevi, probabilmente. Perché sono trentanove anni che mangio unghie con una certa regolarità e mi pare di masticare in modo normale.

I trituratori di unghie causerebbero infine pesanti disagi sociali, molestando coloro che li osservano. Che potrebbero anche non osservarli, secondo la mia modesta opinione.

LE CAUSE

Leggendo qua e là, vengo a scoprire che questa mia pessima abitudine germogliata nei rosei anni dell’infanzia nasce spesso in contesti familiari pesanti, in cui fioccano divieti e punizioni, caratterizzati da frequenti liti tra i genitori, e conditi da fratelli e sorelle brutti e cattivi come quelli delle fiabe.

Lo giuro, non ho le sorellastre di Cenerentola, ho solo un fratello e lo adoro. Mi resta però il dubbio che mi abbiano adottato. E non lo saprò mai. L’ho sempre sospettato, guardando Candy Candy, Georgie e tutti gli altri cartoni animati malaticci che ci propinavano negli Anni Ottanta e Novanta.

unghie mangiate

I TRE FATTORI

Insomma, questa faccenda delle unghie smangiucchiate ha una profonda valenza emotiva che riporta a tre fattori ben precisi.

1 UN FATTORE METAFORICO

Le metafore in oggetto sarebbero due.

A La metafora del SUGGERE. Questo è chiaramente un richiamo al seno materno, alla madre buona della pubblicità Mulino Bianco che sorride sempre e non si incazza mai (ma che secondo me potrebbe anche stressarsi un minimo e fare attenzione all’olio di palma).

Espedienti analoghi in questo senso sono sigarette, matite, merendine (vedi discorso sopra).

B La metafora del ROSICCHIARE. O forse intendevano ROSICARE. Si parla di rabbia, di denti digrignati pronti alla battaglia. Il che non so mica se fila. Perché se è vero che, atavicamente, le nostre armi di difesa sono denti e unghie, sarei poco furba a usare i miei denti per ammazzare le mie unghie.

Altro modo per dare credito alla seconda metafora sarebbe quello di rosicchiare penne e stuzzicadenti, lenzuola (scusate, ma voi davvero conoscete qualcuno che mastica le lenzuola?), chewing gum eccetera.

Rassegnatevi: praticamente siamo pericolosi roditori mutanti. Potrei comprarmi una ruota da criceto formato orso bruno e utilizzarla al posto del tapis roulant, pensavo. Prima di ritrovarmi a rosicchiare tutti i mobili di casa e a fare la pipì in un angolino della sabbiera.

2 UN FATTORE AUTOLESIONISTICO

Secondo alcuni psicotici psicologi, noi criceti giganti siamo alla ricerca di una soddisfazione autolesionistica, ciò che Freud definiva istinto di morte. In sostanza inseguiamo la percezione del dolore fisico per affermare la nostra presenza. Ehm… sì. Ok. E insieme alle unghie mordicchiamo, a tal fine, labbra, lingua, guance. Le nostre, non quelle altrui. Ci manca che diventiamo pure cannibali.

3 UN FATTORE OSSESSIVO

Ripetiamo infine il gesto in maniera ossessiva, perché ovviamente non raggiungiamo il risultato sperato, cioè l’appagamento del bisogno che cerchiamo continuamente di placare.


UN PESSIMO SOGGETTO

Ricapitolando, sono un pessimo soggetto. Sono, come minimo:

1 ansiosa

2 aggressiva

3 ossessivo compulsiva

4 autolesionista

5 bisognosa di attenzione

Ma soprattutto HO LE UNGHIE BRUTTE.

Quindi, dopo questa prolissa introduzione che potevate anche saltare, vi (CI) suggerisco dei metodi che sto sperimentando con più convinzione perché non voglio essere cattiva aggressiva autolesionista VOGLIO DELLE BELLE UNGHIE. Sì, perché care amiche:

– MI CHIAMO SILVIA. E SONO UNDICI GIORNI CHE NON DIVORO LE MIE UNGHIE.

Ed ecco come sono riuscita a smettere di mangiare le unghie per la centoventiseiesima volta. Sperando, anche questa volta, che sia l’ultima.

smalti 1


I METODI ANTI ONICOFAGIA

1 SMALTO AMARO

Alzi la mano chi non conosce gli smalti trasparenti al gusto di calzino ammuffito che vendono a litri ai mangiatori seriali di unghie. Personalmente non vi consiglio questo metodo, perché basta sfiorarsi la bocca per togliere un moscerino o una briciola di cracker e avrete gusto di muffa in bocca per almeno ventiquattrore. Quindi questo metodo sarà sì anti onicofagia, ma anche anti mariti e fidanzati.

2 SAPONETTA

Uno dei metodi che ho sperimentato con più successo nel corso degli anni è il metodo della saponetta. Avete una normale saponetta in casa? Marsiglia o non Marsiglia, basta che sia sapone solido e non liquido, possibilmente bianco. Ecco, grattate con le unghie la saponetta, in modo che penetri bene sotto i poveri resti dei vostri artigli. Prima di tutto vedrete unghie bianche e pulite. E poi non vi farà affatto piacere sentire il gusto di sapone in bocca e dovrete andare in bagno a sciacquarvi la bocca, come si fa con quelli che abusano del turpiloquio. La buona notizia è che il sapone si lava via in un attimo, a differenza dello smalto amaro gusto calzino. E non direte neanche più le parolacce.

3 GUANTI

Se siete una gran dama e vivete a palazzo, o se dovete tenere a bada i super poteri come Elsa regina di Arendelle, non avrete difficoltà a indossare tutto il giorno un paio di guanti. Tanto avrete anche chi vi fa la lavatrice e vi lava i piatti. E con i guanti addosso, vi sfido a divorarvi le unghie. Se non rientrate in questa categoria, passate al punto successivo.

4 SMALTO e LIMA

Sinceramente, senza spendere soldi assurdi in smalti gusto muffa, ce l’avete un normale smalto trasparente, magari di quelli che rinforzano un po’ l’unghia e ne accelerano la ricrescita?

Io, quando decido di non mangiare mai mai più le unghie, mi tengo a portata di mano lo smalto trasparente. Lo metto in fretta e spesso, perché tenga ben incollate tra loro le vette frastagliate delle mie unghie smangiucchiate. Non so voi, ma io quando vedo la famigerata PELLICINA che spunta dal resto dell’unghia, vengo colta da raptus e tendo a sbranarla all’istante.

Probabilmente tutto ciò ha un significato psicologico. Magari mi dà fastidio che questo pezzetto ribelle voglia differenziarsi dagli altri e avere il proprio posto al sole. Forse non sono riuscita a fare l’attrice in passato e non tollero che questo sfacciato pezzetto di cheratina abbia successo, mentre io ho miseramente fallito. Così uso lo smalto per appiccicare tutto insieme, in modo che nessuno osi differenziarsi dalla massa e tutti stiano al loro posto. Allo stesso scopo, tengo a portata di mano una lima per unghie. Se un pezzettino alza la testa e non ho tempo di rimetterlo in riga con lo smalto, lo limo brutalmente via. Funziona veramente.

5 ROSSETTO

Questa è la mia ultima, sensazionale scoperta. Grazie a questo nuovo metodo, potrei riuscire finalmente a non mangiare mai mai più le unghie. Questo metodo mi è stato suggerito dall’alto degli undici anni della mia quasi-figlia Bunny. Attenzione, attenzione: avete mai notato che quando avete il rossetto non mangiate le unghie? Non parlo di lucidalabbra o burro cacao, ma di rossetto vero, colorato, di quelli che mettete con attenzione e che volete duri il più possibile senza sbavature. Scusate l’entusiasmo, ma non ci avevo mai fatto caso. Voi magari ve ne eravate già accorte.


smalto 4

Una volta che le vostre unghie sono finalmente di una lunghezza decente, dovreste essere pronte con santa pazienza a usare smalti COLORATI e fare attenzione ad avere una manicure molto curata. Ricordiamoci che basta una pellicina ribelle per distruggere settimane o mesi di lavoro. L’optimum sarebbe ricorrere regolarmente a una manicure professionale, in modo che le unghie diventino anche molto dure per via del gel e difficili da masticare. Conosco persone che hanno smesso definitivamente in questa maniera.

Finalmente potremo dire che ABBIAMO SMESSO DI MANGIARE LE UNGHIE. Fino alla prossima ricaduta.

Insomma, care amiche, voi pure vi mangiate le unghie? E le masticate, le lenzuola? Che gusto hanno? Ce l’avete la ruota gigante da criceto?

4 comments on “Onicofagia. Cinque metodi semiseri per non mangiare più le unghie”

    • Ah ah ah, mi stai ufficialmente simpatica! Ma io dove ti ho conosciuta??? Twitter?
      La mia memoria è come quella della pesciolina Dory, più o meno. Ma ora mi segno il tuo nome e vengo a spiare il tuo blog!
      Grazie mille!

  1. Non so come ma su instagram. Il mio blog é solo di copertura scrivo poco perché ho la mania di dedicarmi a 5000 cose al colpo oltre che ai 4 figli e allora qualcosa devo pur tralasciare. Considera pure che per me i social sono fermi sll’anno zero, nel senso che ho iniziato a conoscerli e ad usarli un mese fa poco meno…Insomma ci devo prendere la mano. Ma io sto leggendo tutto qui da te e ti giuro :mi fai morire!!!

    • Ciao!
      Guarda, coi social siamo messe più o meno uguali. Instagram lo uso da agosto e mi ha conquistato, mi ci sono infognata proprio! Twitter da due settimane. Facebook lo usavo da anni, ma tipo una volta all’anno! Poi però aprendo il blog mi ci sto impegnando un po’ di più!
      Come fai con 4??? Io con due e mezzo ho già difficoltà!
      Il mio blogghino è alle prime armi, ma lo amo. Mi fa evadere! Grazie di cuore per il tuo incoraggiamento! E prometto che vengo a leggerti presto!
      A presto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *