Care mamme sognatrici,

c’erano una volta le nostre eroine dei cartoon. Belle, per lo più bionde, e inesorabilmente, incommensurabilmente SFIGATE. Questa è la storia di Candy Candy.

Candy Candy

La dolce e bionda orfanella Candy, la ragazza che sussurra ai procioni, vive con la sua amica Annie, orfana pure lei, nella Casa di Pony. Che non è la dolce stalletta dei mini pony, ma un orfanotrofio.

Un giorno, una facoltosa famiglia vuole adottare Candy. Ma l’adozione è il più grande desiderio di Annie, che va in depressione e non ha i soldi per i fiori di Bach. Così Candy si finge una maleducata per scoraggiare l’affidamento e la famiglia cambia idea. Adotta Annie, che fa la valigia e molla lì la sua amica del cuore.

Ma tranquille, un giorno anche Candy viene adottata da una ricca famiglia. Senonché, i componenti del nucleo familiare sono soggetti moralmente discutibili e finiscono col trattarla come la Cenerentola di turno.

Ma tranquille, la nostra Candy, benché priva di scarpette di cristallo, incontra il ricco e bellissimo Anthony. Tra l’altro Anthony le ricorda un tipo che vagava per i prati della Casa di Pony suonando la cornamusa. I due si innamorano perdutamente. E lui muore a cavallo. Forse la fata madrina avrebbe potuto dare una mano.

Ma tranquille, nella vita di Candy compare anche il ricco e seducente Terence. Candy e Terence – angloamericano, anticonformista e molto più figo di Anthony – si innamorano. Ma tale Susanna (forse quella che non deve piangere perché uno ha lasciato l’Alabama solo per rivedere lei) salva la vita a Terence e lui, per gratitudine, si fidanza con lei. (Quello dell’Alabama ci resterà di merda.)

Ma tranquille, perché Candy nel frattempo realizza il suo grande sogno. Tra mille avversità, diventa un’infermiera professionista. E azzecca pure il giusto segmento di mercato: il lavoro non le manca mai, perché siamo in tempo di guerra.

A un certo punto, la ricca famiglia che aveva adottato Candy e che la trattava come una serva, decide che la ragazza deve sposare il loro ricco e viziato Neal. Ma Candy chiaramente non accetta, probabilmente per non offendere le persone più sfortunate di lei, che saranno almeno due o tre, mal contate, tra Stati Uniti ed Europa.

La serie si conclude con una festa alla Casa di Pony. Candy indossa una creazione di Armani verde prato e, a quarant’anni suonati, non rinuncia agli amati codini ricciuti. Durante il party, Candy incontra nuovamente il tipo che suona la cornamusa.

Si scopre quindi che:

a. il cornamusiere non è Anthony, come alcuni pensavano;

b. il cornamusiere non è una visione provocata dai funghi allucinogeni che Candy aveva assunto per sbaglio col risotto ai funghi porcini, come altri sostenevano.

È invece il caro Albert, alias zio William: il benefattore di Candy da oltre vent’anni.

Ma mi spiegate cosa ha fatto per lei, a parte andare a zonzo e suonare la cornamusa, per essere definito benefattore? Perché io non me lo ricordo.

 

 

12 comments on “Oggi mamma, ieri teenager: Candy Candy”

  1. Ahah… Ma lo sai che io ero così lenta nella mia maturazione che quando le mie compagne erano già innamorate di Terence io guardavo ancora Heidi? Dio che vergogna… Tutte le fiabe sono sfigatissime, dev’esserci sotto un principio pedagogico che ancora mi sfugge. Ma come fai a ricordare tutta la storia???

    • Ciao Maddalena,
      la storia in alcuni punti mi sfuggiva, così ho verificato la trama su internet! Però me la ricordo abbastanza bene. Ma io dico, non è mille volte meglio Peppa Pig che queste poverine con tutte le sfighe del mondo? Bah.
      Per quanto riguarda la lentezza della maturazione, lasciamo stare. Io ci potrei scrivere un libro, perché mi prendo decisamente i miei tempi!
      Mi indichi un link del tuo blog con un post fortemente cretino? Se no poi cerco, ma tu magari sai qual è il più divertente. Così mi faccio due risate!
      A presto!!!
      S

    • Oh nooooooooooo, a due anni e mezzo niente più Peppa? Capisco, perché pure i miei quando vedono il cugino più grandino o la sorellona Bunny non vogliono più i cartoni ma i Thunderman e Henry Danger, che peccato!

    • Ciao Maddalena,
      stanotte qui la connessione faceva pena, per non dire che era praticamente assente, così ho letto solo un tuo post e non mi ha neppure lanciato il commento, uffff.
      Cmq ora ti rispondo in fretta ma poi stasera spero che la connessione sia ok così torno da te.
      A presto!

  2. Haha…questa data me la segno, perché grazie a te dopo circa 36 ()anni ho saputo chi cavolo era sto tipo della cornamusa! Bei ricordi comunque, quella corsa a finire i compiti per non perdersi la puntata del bacio di Candy con Terence…Beh devo dire che i cartoni di quei tempi ci hanno educato al sano struggimento d’ amore, pratica peraltro alla quale mi sono esercitata per una buona parte dell’adolescenza senza grossi risultati. Poi mi sono fatta furba e sono passata allo struggimento d’ ambizione con Mimì e le ragazze della pallavolo ecc.
    Ma questa è un’altra storia

  3. Ahahah ti prego!! A me metteva solo amarezza e malinconia . Oggi l ho rivista con occhi diversi e mi è diventata un tantino più simpatica ahaha

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