podalico

“Carissimo mondo,

prima di tutto tanto piacere di conoscerti!

Giusto per presentarmi, è il caso che ti racconti cos’ho combinato. Come forse sai, mamma si era fissata con la faccenda del parto naturale e voleva addirittura capovolgermi, pensa un po’. Siccome non la reggevo più, ho deciso che era giunto il momento di nascere.

Mi ero anche un po’ seccata di stare là dentro allo stretto, francamente. Tutti i giorni mamma si metteva in posizioni strane per farmi girare a testa in giù. Boh, io stavo tanto bene com’ero. Oh. E papà era preoccupato di non finire la casa in tempo e mi parlava ogni santissima sera, attraverso la pancia di mami, per dirmi di stare ancora un po’ lì dentro tranquilla.

A me, però, piace fare le cose a modo mio. Così non ho dato retta proprio a nessuno. Per tre notti non ho fatto dormire mamma per le contrazioni e il 10/11/10 ho deciso che era ora.

Mamma ha perso del sangue e per scrupolo è andata all’ospedale con papà. Quando è arrivata le hanno detto che avevo rotto il sacco amniotico. Un signore brutto e antipatico vestito di bianco, per far contenta mamma che si ostinava con questa faccenda del parto naturale, ha tentato in tutti in modi di capovolgermi. Ma perché non si fanno tutti i fatti loro? Così io ho puntato i piedini, perché volevo stare com’ero.

Il signore rideva come un matto perché lo prendevo a calci e non mi volevo muovere. E continuava a chiamare gente, per far vedere come mi arrabbiavo. Che ci sarà poi stato di tanto interessante non lo so. Io volevo solo tenere salda la mia posizione e i miei principi. Ecco.

Pensavano che avessi dei giri di cordone intorno al collo, perché la faccia del signore diventava sempre più viola per lo sforzo e io non mi spostavo di un millimetro. A-ah. Invece no, non avevo nessun impedimento, volevo solo stare così.

Fatto sta che hanno rinunciato a seccarmi.

Quando mamma ha detto a papà che stavo per nascere, papà è un po’ sbiancato, e sì che era bello abbronzato.

Sai, sono nata di 36 settimane + 4. Quasi un mese prima. Ma se io ero già pronta, perché diavolo dovevo aspettare ancora, secondo te? Per farla breve le acque erano belle che rotte e mamma iniziava ad avere le contrazioni più vicine. Ma tutti le dicevano di non spingere, perché avevano paura che io mettessi un piedino fuori e il parto naturale podalico in Italia non lo vogliono fare.

Be’, alla fine hanno portato mamma e me in una sala tutta verde con una grande lampada sopra la faccia di mamma. Era carino, sai? C’era la musica e io sono nata con quella canzone di quel signore che si chiama Venditti che dice “Che tesoro che sei bla bla bla”. Quello che ha infilato un ago nella schiena di mamma era pure simpatico ed era di Roma, per cui quella rimba di mamma era tutta contenta perché viveva a Roma, quando voleva fare l’attrice.

Mamma era preoccupata per questa cosa del cesareo, perché aveva paura di una roba che si chiama “distress respiratorio”.

Pensava che io non riuscissi a respirare appena nata. Che scemenza, mondo, io appena uscita ho gridato subito come una pazza. Era un urlo di gioia perché finalmente ero uscita da quel posto stretto stretto!

Mi hanno messo vicino alla faccia di mamma e io le ho un po’ sputacchiato addosso così impara a stressarmi con le sue idee sul parto. Poi mamma era anche preoccupata del mio indice di Apgar, che è un punteggio che danno ai bimbi appena nati, no? Spesso i bimbi nati da cesareo ce l’hanno un po’ bassino. Io ho avuto 10 su 10! Te l’ho detto che ero pronta! Io so il fatto mio, che si credono?

Insomma, sono nata alle 19.25 di sera. Mamma è nata alle 07.25 di mattina, quindi era tutta goduta per questa coincidenza. Inoltre sono nata il 10 come mamma e papà. Loro a luglio, però, io a novembre. Gli ho dato pure il contentino, così stanno bravi. Peso alla nascita: 2.820 grammi. Lunghezza 48 cm. Come molti bimbi nati a termine!

Questa settimana mamma era un po’ preoccupata per il mio calo fisiologico, perché, essendo io nata prima, tutti i signori dell’ospedale si sono raccomandati sul mio peso. Comunque ora è tutto a posto, perché mangio come un porcellino e cresco bene.

A mamma è venuto pure il latte, dopo che l’ho massacrata per qualche giorno ciucciando da lei. Sembrava che le facesse un po’ male. In effetti le ho fatto venire il sangue nei capezzoli e le ho fatto qualche succhiotto e mi pareva che lei piangesse.

Intanto il latte è venuto, quindi il fine giustifica i mezzi.

Ora siamo a casa della nonna, perché la casa di mamma e papà non è ancora pronta per un bimbo. Papi si sta ammazzando di lavoro per riavere presto a casa mamma e me, ma tanto per fortuna c’è nonna, perché mamma è ancora un po’ impedita per il taglio che le hanno fatto e ha bisogno di aiuto per un po’.

Papi viene poco qui, perché ha tanto lavoro da fare, ma quando viene mi prende e non mi lascia a nessuno. Dormo su di lui tutto il tempo e si dorme da Dio sul mio papà, perché è caldo caldo e non mi vengono le coliche quando sto con lui.

papiebecky

Ora devo fare la pappa, mondo, quindi ti lascio.

Ah, modestamente sono bellissima. Ho il nasino all’insù come papi, una bocca cicciotta a cuore che è un mix tra quella di zia Lalla (sorella di papi) e quella del nonno (papà di mamma) e poi ho le orecchie di mamma, tutte ben attaccate alla testa.

A presto, mondo!

Tua,

Becky”

Questa è la lettera che la mia piccola Becky, per come la conosco io, avrebbe scritto appena nata, se ne avesse avuto i mezzi. La mia Becky è nata, nonostante tutti i miei tentativi, con parto cesareo. Perché lei deve fare a modo suo.

Quattordici mesi dopo, invece, Gabriele è nato con parto naturale. Se volete sapere com’è andata, date un’occhiata!

2 comments on “Lettera di una bimba podalica appena nata”

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