sensi di colpa

Io ero una di quelli che vogliono piacere a tutti.

Dicevo sì a chi mi chiedeva un favore, sì a chi mi offriva un lavoro anche sottopagato, accettavo appuntamenti a cui non avevo voglia di presenziare se un’amica o una conoscente aveva bisogno di un caffè e di una chiacchierata e, quando proprio non potevo dire di sì, seguivano pesanti sensi di colpa.

Ma non sono mai stata perfetta e le lacune arrivavano. Ho perso per strada alcune amiche che, non trovando in me il tutto che cercavo di offrire, mi sfruttavano alla fine come capro espiatorio dei loro guai. E io offrivo il fianco molto facilmente. Le amicizie finivano e io piangevo, sentendomi una persona orribile.

Da quando sono diventata mamma, tutto è cambiato. In modo molto naturale, i miei figli sono diventati il centro di tutto e, se dovevo dire no agli altri in favore dei miei figli, il no mi riusciva molto più semplice.

Ma il senso di colpa stava ancora lì, fastidioso, a guardarmi storto perché non ero in grado di fare tutto.

Poi mi sono rotta. Mi sono rotta delle pretese del mondo esterno, mi sono rotta di dover fare ciò che non ero obbligata a fare, mi sono rotta del multitasking.

E ho capito cosa era più giusto per me.

1 Tagliare i rami secchi

I veri amici – e i parenti che sono anche amici – ti accettano per come sei. Ci saranno momenti in cui riuscirai a dire sì a tutti, e momenti in cui dovrai dire di no. E questo non segnerà la fine di una VERA amicizia.

Ci saranno momenti in cui telefonerai, manderai messaggi, vedrai i tuoi amici. E altri in cui sarai irreperibile, persa nei meandri della tua vita. E questo non segnerà la fine di una VERA amicizia.

Chi non accetta questo, non è un vero amico. E probabilmente non per cattiveria, ma semplicemente perché non è compatibile con te.

Nessuno è cattivo, nessuno è bravo. È questione di compatibilità. Punto.

Una volta appurato ciò, perché dovremmo farci venire il sangue amaro per ogni persona che semplicemente non è compatibile con noi? Frequentiamo chi ci capisce, chi brilla in mezzo agli altri e ci comunica serenità, e l’amicizia sarà estremamente scorrevole.

2 Stabilire delle priorità

Da quando sono mamma, ho troppe faccende in ballo. Ci sono il lavoro, i bambini, la casa, il menu da organizzare, gli impegni familiari. Non mi resta tempo per chissà che.

Quindi sto imparando a scegliere le mie priorità e organizzarle al meglio. Ciò che non riesco a infilare in tutto questo casino, RESTA FUORI.

Mi sono anche un po’ rotta del multitasking, francamente. Pian piano ho imparato a incastrare molte cose, a tenere tutto in equilibrio e a far roteare per aria molti birilli senza lasciarli cadere.

Ma se ne aggiungo uno in più al momento sbagliato, mi cadranno anche tutti gli altri.

3 Evitare i sensi di colpa

Concentrandomi sui due punti precedenti, ho razionalizzato alcune situazioni.

Non riesco e non posso fare tutto.

E neanche lo voglio. Quindi mi sono stufata di pretendere troppo da me stessa. Pretendo ancora molto, ma ora scelgo COSA pretendere.

Una volta compreso questo meccanismo, il senso di colpa è naturalmente diminuito. Svanito no, a volte ancora mi rammarico di non poter partecipare a tutto. Ma sono umana e non ho voglia di macerarmi per ciò che non posso fare.

Così il senso di colpa ci prova, a insinuarsi, ma ormai gli riesce molto meno.

Perché io ora faccio spallucce.

Tiè.

4 comments on “Evitare i sensi di colpa e conservare le energie mentali”

  1. Purtroppo, almeno parlo per me, è tutto DNA. I sensi di colpa, le priorità… sono una continua battaglia. Mi illudevo che con l’età, le cose sarebbero cambiate. Invece, nonostante i miei anni, e la maternità le cose cambiate sono poche. Il resto è carattere duro a morire hahah

  2. Grande Silvia!
    La felicità passa anche da questi passi: spesso, mi sono accorta, siamo noi a crearci sensi di colpa che non avrebbero senso di esserci.
    E non ci dobbiamo dimenticare attraverso questa consapevolezza possiamo rinascere come persone più serene.

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