death valley

Ciao cacciatori d’orizzonte,

io lo vedo là, quell’orizzonte. E ogni volta che lo guardo, sento qualcosa che brucia dentro e che mi dice “Vai, vai a prendertelo.”

Lo sapete cosa intendo, vero?

Oggi voglio ricordare con voi la mia Death Valley.

DEATH VALLEY, SILENZIOSO INCANTO

Perché VALLE DELLA MORTE? Prima di tutto, perché qui si registrano temperature proibitive: il 10 luglio 1913 il termometro ha toccato i 56,7 gradi, uno dei record assoluti registrati sulla superficie terrestre. Quando ci sono stata io, la temperatura era di 47 gradi e mi è bastato. Sentivo ardere la pelle, come se mi avessero puntato sopra una lente d’ingrandimento.

Parte della zona è al di sotto del livello del mare, distante centinaia di chilometri da laghi e fiumi, e la catena montuosa della Sierra Nevada impedisce all’umidità del Pacifico di arrivare fin qui. La valle è quindi secca, nonché molto stretta, il che impedisce la circolazione dell’aria. La vegetazione è esigua e circondata dal deserto.

Pare inoltre che i cercatori d’oro che uscirono indenni, a metà Ottocento, da questa landa californiana, abbiano reso grazie per essere usciti vivi dalla Valle della Morte.

Non ho il dono della sintesi, ma è ora di tagliare. Ecco quindi cosa dovete sapere, se andate a visitare la Death Valley!

TIMBISHA SHOSHONE

Per alcune persone, quest’area è tutt’altro che letale. Parlo dei Timbisha Shoshone, i nativi americani che da sempre la abitano. Da tempo immemore, i nativi vivono delle poche risorse di questa terra per loro amica. Ottengono farina dai Mesquite Trees, costruiscono capanne al cui interno l’aria circola in modo mirato, raccolgono e conservano la poca acqua nelle loro ceste artigianali. Nonostante la caccia all’oro, l’istituzione del Parco Nazionale e le numerose difficoltà, i Timbisha Shoshone risiedono tuttora qui.

DEVIL’S GOLF COURSE

Il campo da golf del diavolo è una distesa di sale e minerali, letto di un antico lago prosciugato. Gli anni l’hanno scalpellata in buche e sculture affascinanti, tanto da spingere qualcuno ad affermare che solo il diavolo potrebbe giocare a golf su una superficie del genere. Ammirare questi luoghi è un’esperienza unica, che fa quasi rabbrividire per l’incanto silenzioso in cui ci si immerge.

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FLORA

Nonostante diavoli, morte e temperature improbabili, la vita trova sempre una via. Troviamo così cespugli di vario tipo, agrifoglio del deserto, mesquite e Joshua tree, ginepri, alcuni tipi di pini, cactus e succulente, e coloratissime specie di fiori selvatici.

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FAUNA

Anche la fauna è molto più sviluppata di quanto si pensi. Nella valle potete avvistare facilmente il coyote, il suo mitico avversario roadrunner, e un animaletto adorabile che vi attraverserà la strada in continuazione e che dovrete evitare di spiaccicare con la macchina: il kangaroo rat! Un topino simpaticissimo che saltella come un canguro. Non avvisterete facilmente crotali e serpenti vari, ma sappiate che ci sono e vi osservano in silenzio.

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BADWATER BASIN

Questo è assolutamente da vedere, se passate di qui. Il Badwater Basin è un peculiare bacino d’acqua (scarsa!) che si trova nel punto più basso del Nord America: a 86 metri circa sotto il livello del mare. La cosa più curiosa è che, a poco più di 75 miglia di distanza, si trova il punto più alto degli Stati Uniti: il Monte Whitney!

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UBEHEBE CRATER

Ubehebe Crater è un cratere di origine vulcanica profondo quasi 240 metri. Pare che si sia formato tra i duemila e i settemila anni fa. Quello che colpisce, avvicinandosi al cratere, sono le fortissime correnti d’aria che si formano in questo punto. Quindi fate attenzione a non rotolarci dentro, eh???

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OLD STOVEPIPE WELLS

Questo pozzo, l’unico tra le dune di sabbia della Death Valley, si trova all’incrocio tra due antichi sentieri indiani. Un tempo, quando la sabbia lo ricopriva, si piantava un tubo di stufa in corrispondenza del pozzo per trovarlo più facilmente. Ecco spiegato il suo nome.

ASHFORD MILL RUINS

In questo punto invece si possono ammirare le rovine di una vecchia cittadina mineraria, situata a 37 metri sotto il livello del mare, e in particolare i resti di un vecchio mulino costruito dai fratelli Ashford nel 1914. Ci si lavorava l’oro proveniente dalle miniere poco distanti. Se proprio devo dirvi la verità, non lo trovo imperdibile. Noi europei siamo abituati a rovine un pochino più imponenti, forse.

SCOTTY’S CASTLE

Ecco, questo Scotty’s Castle invece mi intriga molto, soprattutto per la sua storia. Dovete sapere che il milionario di Chicago Albert Mussey Johnson investì molto denaro nella miniera d’oro del famigerato Death Valley Scotty, pittoresco truffatore dell’epoca.
La miniera si rivelò una truffa, ma il signor Johnson era ormai rapito dalla taciturna bellezza della Death Valley. A causa della sua salute cagionevole, decise così di costruire questa cattedrale nel deserto, che sarebbe stata la sua residenza invernale, lontana dai venti gelidi di Chicago.
L’improbabile villa è una costruzione tra il mission e il coloniale, e la sua realizzazione costò oltre due milioni di dollari… nel 1922!

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Vi affido i ricordi di un viaggio meraviglioso, di un posto affascinante che si chiama Stati Uniti d’America. Rivivrò il mio viaggio, puntata dopo puntata, insieme a voi!

E i miei ricordi sfocati pian piano tornano realtà.

Grazie e alla prossima, cercatori di nuovi orizzonti.

(Se vi va, seguitemi sulla mia pagina Facebook!)

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