Se stanno con papà sono più intelligenti

se stanno con papà sono più intelligenti

Ecco,

già mi girano, lo ammetto.

Io spantofolo in giro hippo style per nove mesi, ho bruciori di stomaco, faccio indigestione di cocktail di acido folico. Io rido e piango trenta volte nello stesso minuto e mezzo perché gli ormoni ballano il sirtaki nel mio cervello ingolfato. E COSA LEGGO?

Io allatto i piccoli ingordi a costo di ragadi, unghiate e pizzicotti. Io non dormo la notte, mentre lui al mattino si sveglia beato e mi dice: “Tutto bene? Una bella nanna stanotte, eh?” e io ho le occhiaie nere da panda quasi estinto, e gli occhi iniettati di capillari rossi. E COSA LEGGO?

Che se stanno con papà sono più intelligenti.

I MIEI figli. Ecccerto. Già somigliano sempre più al padre che alla madre, per ragioni antropologiche ancora tutte da definire, e ora mi devo sorbire pure questa.

Ma tant’è. Un gruppo di studiosi inglesi di Oxford e Londra – sicuramente uomini – ha condotto quest’irritante ricerca.

se stanno con papà sono più intelligenti

Sono stati realizzati dapprima diversi video di padri che, senza l’ausilio di giochi, trascorrono del tempo di qualità con i loro pupini, dai tre mesi in poi. Sono state poi girate altre scene di papà zelanti che leggono ai loro bimbi alcuni libricini.

Ne è emerso che i bambini che avevano trascorso più tempo interagendo, già nella primissima infanzia, con papà molto partecipi comprendevano con più facilità i libri in oggetto. Identificavano con agio forme, colori, concetti alla loro portata. Indipendentemente dal sesso del bambino.

Continuo a informarmi sulla faccenda e mi rassereno, però. Sì, dai, perché realizzo che non è uno scontro tra mamme e papà. Ma tra papà. Tra quelli più partecipi e quelli meno.

(Hai già messo il tuo like alla mia pagina Facebook? ↓↓↓ Ne sarei felicissima!)

Pare infatti che i bimbi che frequentano padri più stressati, e con meno tempo da dedicare ai propri Omini, ottengano risultati con più difficoltà.

Lo studio giunge alla conclusione dunque, che i bambini che hanno padri sensibili, più coinvolti, meno ansiosi, dimostrino uno sviluppo psicologico e cognitivo superiore, un linguaggio più fluido e una maggiore capacità di problem solving.

Però a me la domanda sorge spontanea. Non è la stessa cosa con le madri? Non sarà la stessa cosa affermare che i figli di mamme più serene, meno stressate e meno impegnate – sempre che esistano creature di questo genere – sono più sereni e in grado di affrontare meglio le sfide che la vita pone sul passaggio dei loro piccoli piedini?

Perché io un po’, lo devo ammettere, la coda di paglia ce l’ho.

Voi no?

Silvia

Mamma di due più una, redattrice, blogger. Laureata in Storia e Critica del Cinema. Ex aspirante attrice, ex consulente collezioni, ex operatrice call center, ex commessa, ex hostess, eccetera, eccetera. ITALIANA. In una precedente vita sicuramente AMERICANA.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *