Cara mamma, facciamoci sentire!

facciamoci sentire

Cara mamma,

ho salutato mio padre con una lettera, scritta quando lui ormai non c’era più. Ma ora tutto è diverso, io sono diversa. E non farò lo stesso errore con te.

Ho scoperto che dobbiamo camminare con gioia di vivere e con lieve stupidità. Ho scoperto che l’armonia esiste e non è fuori di noi, ma è dentro. E quella lettera che a lui ho scritto troppo tardi, a te la devo scrivere ORA. Perché la vita è ora e va vissuta pienamente.

Mamma,

ricordo te che mi svegliavi ogni mattina, con la colazione pronta. Ricordo il profumo del caffè e il tuo “Forza e coraggio”, con cui mi spronavi a ogni sveglia. Ricordo il tuo sorriso e il mio muso lungo. E il telegiornale delle sei, che allora ascoltavi a bassissimo volume. Ma che io ti facevo spegnere, perché a quell’ora ogni minimo suono mi sembrava intollerabile.

Ricordo quella volta in cui hai deciso di offrirmi una cioccolata calda in montagna. La strada era stretta, sempre più stretta, ma tu sorridevi. Solo anni dopo ho scoperto che volevi tornare indietro e avevi paura.

Ma con me sorridevi.

Oggi, quando al supermercato Becky e Bibi mi tormentano con le loro richieste bambine, ricordo quando venivo con te a fare la spesa e ti lanciavo suppliche di ogni tipo. Perché mi serviva proprio quella crema lì, o quel balsamo lì, o quel libro. Ricordo anche un momento economico piuttosto duro, quando non ti vedevo mai comprare nulla di nuovo, per te. Ma per me e Ste, sì. Per noi, in qualche modo riuscivi a fare tutto.

Ricordo quando dormivo dalla nonna, da piccola.

Mi addormentavo con storie di isole e principesse, di torri rosse e maghi crudeli.  E mi svegliavo con i suoni della campagna, con gli uccellini che cinguettavano mentre costruivano il nido, con le galline che iniziavano presto le loro attività mattutine.

Ricordo me bambina e te mamma.

facciamoci sentire

Ora vedo me mamma e te nonna.

Te, che hai improvvisato un balletto quando hai saputo che aspettavo una femminuccia. Te, che la immaginavi con i codini scuri e il nasino all’insù. Te che mi hai tenuta in casa tua, le prime due settimane della mia mammitudine, perché la mia era in ristrutturazione, ancora poco adatta a ricevere una neomamma e un bebè. Te che, quando non so chi mai potrà aiutarmi questa volta, spunti fuori con i tuoi ragionamenti salvagente.

Ora sono Becky e Bibi che vengono, ogni tanto, a dormire da te.

Si preparano il loro piccolo zainetto con tanto entusiasmo, mi chiedono incessantemente quando è ora di andare da nonna Dani. Vogliono ascoltarti e vogliono che tu li ascolti. Vogliono ascoltare le tue filastrocche e le istruzioni per i tuoi giochi ingegnosi. Vogliono che li guardi e che li ascolti, quando inventano le loro complesse avventure nel tuo magico giardino.

Certe cose non cambiano mai, mamma. La mattina ti svegli sempre presto, proprio come allora. Proprio come allora, so bene che in casa tua c’è quel profumo di caffè. Ancora accendi il telegiornale del mattino, ancora ascolti le notizie con attenzione e preoccupazione. Solo, il volume è un pochino più alto.

Sei una nonna giovane, bella e presente. Forse per ora basta, quel poco di volume in più che il tuo dito cerca, schiacciando quel tasto. Ma io sono qui, mamma. La tua festa si avvicina e ora sono io che sono pronta, per una volta, a farti un regalo, quando tu vorrai. E quando quel piccolo gesto sul telecomando non basterà più, io so a chi chiederò una mano.

Quando non sentirai più come prima le battute dei tuoi personaggi preferiti, quando i tuoi nipotini dovranno alzare la voce per farsi ascoltare, quando scherzando mi dirai che forse gli anni passano anche per te, io ti dirò di non preoccuparti.

Perché ci sono persone che si occupano di migliorare udito e vite dal 1950. Ci sono persone che fanno della propria vita una ricerca, che sono presenti in cinque continenti e la cui massima soddisfazione è quella di darci ascolto. Affinché anche noi possiamo ascoltare di nuovo.

Ora mi dici che basta quel tastino sul telecomando. Ma quando avrai dei dubbi e vorrai fare quella visita di controllo, sai cosa ti dico, mamma? Che puoi andare sul sito di Amplifon senza muoverti neppure da casa. Eh già, perché il primo test te lo fanno online, seduta comoda comoda esattamente dove sei. Solo in seguito potrai decidere con calma in quale centro andare per un controllo più approfondito.

Ci sono persone che vogliono che tu senta, per farti sentire. Persone che vogliono che ci sentiamo vicine. Sempre.

Facciamoci sentire, mamma!

Se vuoi fare un regalo importante alla tua mamma, prenota una visita di controllo gratuita e senza impegno, fino al 14 maggio, chiamando il numero verde 800-069100.

Silvia

Mamma di due più una, redattrice, blogger. Laureata in Storia e Critica del Cinema. Ex aspirante attrice, ex consulente collezioni, ex operatrice call center, ex commessa, ex hostess, eccetera, eccetera. ITALIANA. In una precedente vita sicuramente AMERICANA.

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