C’era una volta

c'era una volta

C’era una volta una bellissima principessa.

I suoi capelli erano dorati  come le spighe di grano maturo castani chiari. I suoi occhi erano verdi e cristallini come il mare di Grecia castani chiari. Il suo nome era Adelaide C. H. Hilton Trump D. De Bonneville Silvia.

La principessa viveva in una grande casa, con un grande giardino e un grande cane, ma nulla per lei sembrava mai abbastanza grande. Adorava le mele, soprattutto se erano grandi o appena morsicate, e sognava di essere una donna in carriera.

Così, dato che in quel momento lavorava per una compagnia aerea, pensò di andare in vacanza a New York. Oh, che incanto! Lì le strade erano LARGHISSIME. I grattacieli ALTISSIMI. Le mele GRANDISSIME.

E ci viveva pure Carrie Bradshaw.

Ma presto la vacanza finì e la principessa dovette tornare a casa. Tutto sembrava ancora più piccolo, dopo New York. La principessa guardava svogliatamente il piccolo schermo, e sognava quello grande. Così pensò di laurearsi in storia del cinema.

Le piaceva la sua città, ma voleva una città più grande. Così si trasferì a Roma e decise di fare l’attrice. Dato che, tra l’altro, tutte le strade portano a Roma, la faccenda le sembrava piuttosto grande e soddisfacente tranne per la sua carriera di attrice.

Ma non era ancora abbastanza, voleva di più. Un giorno comparve un principe azzurro. Un po’ verdino, diciamo, una sorta di color muschio, ma con una certa luce sembrava proprio azzurro!

Il principe azzurrognolo doveva partire per l’America, così la principessa prese il toro per le corna e finì in Texas. Come voi sapete, everything is bigger in Texas. In effetti i centri commerciali erano GRANDISSIMI. I parcheggi erano GRANDISSIMI. I cieli erano addirittura SENZA FINE!

Ma la luce cambiava man mano, e il principe azzurro si rivelò proprio color muschio del presepe. La principessa ADORAVA vivere in America. Aveva realizzato il suo sogno. Il suo sogno era lì, intorno a lei.

Ma lei non si trovava più. Così un bel giorno fece le valigie, mollò il principe e se ne tornò a casa, per vedere se riusciva a trovarsi da qualche parte.

Era molto buio e cercarsi sembrava un’impresa colossale, dato che non vedeva molto più in là del proprio naso. Cercava e cercava. Cercava negli sgabuzzini, sotto i letti, dietro le tende. Ma dove diavolo era finita? La principessa era davvero esausta e alla fine si addormentò.

La mattina dopo si svegliò, anche se nessuno era passato a darle il bacio del vero amore, e decise che si era scocciata di fare tutta questa fatica. Così lasciò perdere.

Un pomeriggio uscì di casa e si accorse che, in quelle giornate in cui scende la pioggia e insieme splende il sole, la luce è veramente unica. E da quando in qua nell’aria c’era quell’inebriante profumo di fiori, di mare, di olio di cocco? E quanto erano rosse e dolci le fragole, se poteva mangiarsele da sola sul suo terrazzino, con i piedi sul tavolo! Quasi quasi sarebbe andata in giro ad abbracciare gli alberi, da quanto si sentiva bene.

In quei giorni, la principessa si decise anche a dare una pulita al suo notebook spento. E mentre spolverava distrattamente col panno statico, vide qualcosa, come un riflesso. Toh, eccola là! All’improvviso, senza neppure affannarsi a cercare, si era trovata. Com’era tutto più facile, ora!

Finalmente si sentiva forte e serena. Lavorava, leggeva, scriveva e mangiava la sua cena da sola in assoluta pace. Qualche principe ogni tanto le faceva la corte. Uno era bluastro, uno grigio perla, un altro ancora era verde scuro con venature color piombo.

Ma la principessa non aveva affatto voglia di accettare la loro corte: stava così divinamente bene da single!

Finché una mattina, mentre passeggiava appagata, beandosi della sua singletudine, un lampo di luce l’accecò, dandole anche un po’ fastidio agli occhi. La principessa afferrò un botticino di collirio con hamamelis e camomilla, e ne applicò due gocce per occhio. Che sensazione seccante.

Poi guardò meglio, per capire cosa diamine fosse stato. Era un principe azzurro. Oh, cheppppalle questi principi, cosa vorranno da me? La principessa si sentì costretta, per scrupolo, a verificare per bene il colore del principe. Lo guardò col sole davanti agli occhi, col sole alle spalle, in penombra, all’alba, al tramonto, al crepuscolo, d’inverno e d’estate, col cielo terso e col cielo nuvoloso.

Caspita, era proprio AZZURRO. Non blu, turchese, color piombo, avio, washed o verde mela. Ma azzurro.

Il principe fece la corte alla principessa. La principessa, benché un po’ titubante per la beatitudine da poco conquistata, si vide alfine costretta ad accettare la corte del principe. Be’, che c’è? Doveva farlo per forza, quantomeno per educazione, perché i principi veramente azzurri non s’incontrano mica tutti i giorni, eh?

Una mattina la principessa si svegliò e il principe dormiva accanto a lei. Qualche mattina dopo la principessa si svegliò e si trovò una piccola principessina urlante che girava per casa. Poco tempo dopo sbucò da qualche parte un mini principino.

Così, all’improvviso, la principessa irrequieta che cercava grandi cose in grandi città fece una grande riflessione.

Si era appena accorta che niente è più grande delle cose piccole.

 

Silvia

Mamma di due più una, redattrice, blogger. Laureata in Storia e Critica del Cinema. Ex aspirante attrice, ex consulente collezioni, ex operatrice call center, ex commessa, ex hostess, eccetera, eccetera. ITALIANA. In una precedente vita sicuramente AMERICANA.

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16 Risposte

  1. mammaimperfatta7 ha detto:

    Questa biografia è davvero bella, hai raccontato quello che è successo a molte donne in un modo che ti cattura. Il mio prof diceva che sei un bravo scrittore quando riesci a raccontare anche una cosa comune in un modo interessante e tu ci sei riuscita molto bene. P.S. anch’io ho fatto una scuola di cinema e continuo a vedere ogni replica di Sex and the City!!!!!

    • Silvia ha detto:

      Mamma imperfetta, sei il mio primo commento!!! Che emozione! E vedo che abbiamo molte cose in comune, a partire dall’imperfezione della nostra mammitudine. E poi il cinema e Sex and the City. Come adoro Carrie e le sue amiche e la mia magica New York… Sono ancora un pochino disorganizzata e devo capire come accidenti si fa la blogger, ma ti ho già letta in passato e tornerò al più presto a leggerti. Grazie di cuore per il tuo benvenuto nel mondo delle blogger. GRAZIE!

  2. Mariangela ha detto:

    E brava Silvia, i migliori auguri per il tuo blog!

  3. laura ha detto:

    Con le lacrime agli occhi,un po per ridere e un po no…bravissima….

  4. Angela (zia) ha detto:

    Mi piace molto la storia della principessa e del principe azzurro, ma proprio azzurro come si deve!!! Brava Silvia! Un bacione ai principini… un po’ turbolenti

  5. Simona ha detto:

    Bellissima storia, scritta in maniera divertente! Mi hai fatto sorridere in una giornata grigia soprattutto pensando al tuo principe azzurro e alla sua corte…!!!!!

  6. Gabriella ha detto:

    Non ricordo come ti ho scovata stamattina, ma ti ho scovata! E mi sto divertendo a leggerti 🙂
    Allora…piacere di conoscerti!

    • Silvia ha detto:

      Ciao Gabriella, io sono più felice di te che tu mi abbia scovata!
      E verrò a trovarti, vedo che hai anche tu un blog, giusto? Ma io mi sono appena addentrata in questo curioso mondo di blogger!
      Grazie, a presto!

  7. Val Ilardo ha detto:

    Ciao Carrie follower 🙂
    Mi piacciono tutti questi ex qualcosa, significa esperienza, significa vita, coraggio, palle. Mi piace come dici le cose funambola tra il serio e l’ironico, tra la malinconia e la gioia. Anche io come te sono scappata in cerca del luogo perfetto, innamorata di un altro paese che ancora sogno, ma come a te la vita ha riservato la sopresa di capire che si può sognare ovunque e la felicità non è mai in un posto, ma più spesso è nelle persone che ami e nelle piccole cose. Un abbraccio

    • Silvia ha detto:

      Hai colto tutto al volo, Val. Hai letto le righe e i tra-le-righe. Grazie per il tuo tempo, ha un effetto confortante confrontarsi con chi ti capisce. Ricambio abbraccio ❤️

  8. Giorgia ha detto:

    Ma diciamoci la verità, quando vedi la stradina dove viveva Carrie, sì che ti sembra bellina, ma anche piccolissima rispetto a come la facevano apparire. Meglio noi, con i nostri mille tentativi e i nostri Piani B, C, D, E, F etc etc etc …. 🙂

    • Silvia ha detto:

      Ben detto, Giorgia! Infatti io sognavo Carrie, ma non faceva proprio per me, alla fine.
      Condivido quello che dici, meglio i nostri mille tentativi, le nostre cadute da cui siamo pronte a rialzarci sempre
      e trovare l’ennesimo piano di riserva! :)))

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